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  malaparte Versi liberi (i corsivetti di una penna liberata)
 
Diario
 


CHI E' MALAPARTE?

Malaparte è un pensatore libero che scrive in versi liberi. E' schierato - non organicamente - a Sinistra e collabora con diversi media italiani. Non solo di sinistra. Con questo pseudonimo tiene una rubrica quasi quotidiana ("Versi liberi", appunto) sul giornale La Padania diretto da Gianluigi Paragone.



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25 ottobre 2005

Versi liberi (19 ottobre 2005)

Nel nome di De Coubertin siamo arrivati perfino alla moratoria olimpionica. Mario Pescante, sottosegretario ai Beni Culturali con delega allo Sport, chiede che - in vista di Pechino 2008 - siano eliminate le sanzioni penali per gli atleti che fanno uso di sostanze dopanti. Alle Olimpiadi della cazzata io una medaglia d’oro l’avrei già assegnata.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (19 ottobre 2005)

Che Buttiglione faccia il ministro dei Beni e delle Attività Culturali è già cosa che dovrebbe far riflettere. Ma se poi il Rocco meno famoso (rispetto a Siffredi, intendiamo) minaccia le dimissioni qualora non rientrino i tagli previsti dalla Finanziaria per il suo settore la domanda mi sorge spontanea. Perché non cogliamo la palla al balzo?




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25 ottobre 2005

Versi liberi (17 ottobre 2005)

Quel Clemente di Ceppaloni è troppo avanti. Prima aveva dichiarato inutili le primarie, ma nel frattempo si era candidato, poi ancora aveva gridato alla truffa elettorale inventandosi l’avveniristica tecnica dell’appoggio esterno a una forza d’opposizione. E nel frattempo, ovviamente, era andato a votarsi.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (17 ottobre 2005)

Fantapolitica. Nel 2006 l’Unione vince le elezioni politiche, ma dopo qualche mese - alla prima vera difficoltà politica - il governo Prodi cade. L’Udc e Forza Italia (che nel frattempo ha cambiato leader) trattano con Margherita e Udeur la nascita di un nuovo governo. An dichiara l’appoggio esterno. E tutti gli altri s’arrangiano. Fantapolitica?




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25 ottobre 2005

Versi liberi (14 ottobre 2005)

Ora. Che a una trasmissione sulle tette si facciano vedere le tette parrebbe cosa normale. Ma ci sfugge perché ciò debba avvenire in Porta a porta di Bruno Vespa. Stretta attualità? Certo è meglio una quarta ben scolpita che i boxer del conduttore. Ma almeno Vespa poteva risparmiarci la faccia da compagno di merende.




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25 ottobre 2005

Editoriale 12 ottobre 2005

Chi ha mai letto una delle quotidiane interviste sul tutto rilasciate ai giornali da Paolo Serventi Longhi sa di cosa sto parlando. Insomma. Se Fabrizio De André le avesse lette forse avrebbe inserito anche lui nell’«Ordine costituito», quello da cui tutti traggono sostentamento e che tutti - a partire dai più rivoluzionari - si guardano bene dal demolire.
Cosa intendo? Formalmente questo attempato signore rappresenta migliaia di giornalisti. Ma le sue battaglie più spesso ne rappresentano soltanto poche centinaia. In particolare quelli che collaborano con testate importanti, quelli che qualche tutela ce l’hanno già. Ogni volta che leggo quelle somme barzellette - meglio: prese per il culo - che sono il tariffario dell’Ordine e i minimi stabiliti dalla Fnsi scoppio in una risata isterica. Per chi sono stati concepiti visto che quasi nessuno li applica? Non certo per quei pubblicisti che guadagnano 8 euro a pezzo per fare la cronaca di una partita di calcio provinciale, perdendoci tre ore di tempo e spesso anche i soldi della benzina. Cosa state facendo per loro?
In Italia si sciopera per difendere i diritti dei redattori, perché abbiano più soldi e più certezze scritte. E’ giusto. Ma di grandi iniziative per i collaboratori e i corrispondenti locali (coloro che tengono in piedi la stampa italiana) finora non ne ho mai viste. Perché, caro Serventi Longhi? Forse - avanzo un’ipotesi - perché costoro non hanno nemmeno il lusso di concedersi il diritto allo sciopero o di manifestare il loro peso nella Fnsi. Forse.
Intendiamoci comunque. Il vero problema non è la flessibilità del lavoro, che è un fattore imprescindibile quando si producono idee invece che tondini. Di impiegati della notizia sulle pagine dei giornali se ne leggono fin troppi: questa è una professione in cui ci si dovrebbe misurare con il valore aggiunto che si produce, non con le ore passate dietro a una scrivania e testimoniate da un cartellino. Piuttosto - visto che nel mercato le idee hanno un valore - si dovrebbe essere pagati equamente per quello che si fa: non con i vostri tariffari di fantasia, né con le tariffe da miseria di alcuni editori. Ma lei, caro Serventi, non se ne può occupare perchè è già in sciopero per qualcos’altro. Con i suoi picchetti mediatici contro i cattivi di turno, quelli che per un motivo o per l’altro hanno scelto di non aderire. Quelli che non hanno il senso dell’«appartenenza categoriale», dell’Ordine e magari nemmeno il diritto di lottare in edicola per la propria sopravvivenza.
Libertà di stampa, per me, significa anche essere liberi di stampare un giornale contro il volere del sindacato unico e senza farsi dare del krumiro dal puro di turno (altrimenti è «una cagata pazzesca»). Significa difendere a oltranza il diritto di questo giornale a pensarla diversamente anche se non ne si condivide la linea. Allo stesso modo - aggiungo - in cui questo giornale pubblica interventi di un rompicoglioni come me. Che leghista non sono e, da uomo di sinistra, mi permetto perfino di chiedere le dimissioni di Fazio della colonne Padania (dove sono ospite), proprio mentre la Padania fa un titolo a nove colonne per difendere Fazio. Quanti altri direttori avrebbero le palle di fare una cosa del genere? Siamo sicuri che la cosiddetta stampa democratica non abbia proprio nulla da imparare da quel fazioso di Paragone?
A queste domande e a quelle che ho posto prima, caro Serventi, forse lei risponderà sdegnato elencandomi la marea di cose che fate ogni giorno per chi non ha tutele, per chi non è libero di esprimersi, per l’umanità tutta. Forse, siccome l’ho chiamata in causa con nome e cognome, vincerà l’istinto (che è di molti) di non dar spazio a un giornale che non fa parte dell’arco costituzionale dei media. Forse. Ma ho già la sensazione che poi non cambierà nulla.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (11 ottobre 2005)

Il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, annuncia di essere pronto ad autosospendersi per l’eccessiva libertà concessa dall’azienda al nuovo programma di Adriano Celentano. Oppure, continua, si potrebbe anche togliere il marchietto “Rai” durante la messa in onda del programma. Non si potrebbe lavorare con più decisione sulla prima ipotesi?




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25 ottobre 2005

Versi liberi (11 ottobre 2005)

Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha deciso di sguinzagliare i vigili contro i lavavetri perché “producono danni verso la persona che guida che viene disturbata nella sua attività”. La scelta è comprensibile, le motivazioni da capra-e-cavolo: chi glielo spiega al Cinese che i vetri delle macchine si lavano da fermi?




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25 ottobre 2005

Versi liberi (11 ottobre 2005)

Concedere il proporzionale ai neocentristi-postdemocristiani è come regalare a Valentino Rossi una Ferrari con targa diplomatica e lasciarlo libero di divertirsi per le vie di Roma. Secondo voi cosa farebbe il Follini di turno osservando gli “alleati” (quelli del caso) che attraversano sulle strisce pedonali? Boh, io ho la sensazione che gli scapperebbe il piede.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (10 ottobre 2005)

Le trasmissioni-verità con lo psicologo, l’attricetta e tutto il resto del circo arrivano sempre poi. Prima capita spesso che gli esperti del caso si divertano in belle feste mondane a base di alcool e coca. Prima che, tornati bravi ragazzi, entrino in studio a fare la morale al Lapo di turno. Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io…




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25 ottobre 2005

Versi liberi (7 ottobre 2005)

Il Corriere della Sera Magazine è stato il primo giornale italiano a scrivere di Malaparte e dei Versi liberi. Poi, un giorno, il sito Dagospia ha avanzato l’ipotesi che Malaparte sia un giornalista di punta del quotidiano di via Solferino. E il Corriere non ha più citato questa rubrica. Paura si se stessi?




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25 ottobre 2005

Versi liberi (7 ottobre 2005)

In casa ogni tanto volano le pentole e i piatti, ma Gaddo Lerner e Giuliana Ferrara sono davvero la più bella coppia di fatto della tivvì. Una cosa, però, mi lascia perplesso. Com’è che ogni volta che i due si separano finisce sempre che Ferrara si tiene il pupo e Lerner fa le valige?




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25 ottobre 2005

Versi liberi (7 ottobre 2005)

Ancora un treno infestato di insetti. Ma stavolta, a quanto pare, la colpa è di quelle puzzette dei francesi. La Fs, dal canto loro, hanno provveduto immediatamente a risolvere la situazione. Sgomberato il vagone e identificati gli insetti, a ciascuno è stata comminata la sanzione massima per chi viaggia sprovvisto di biglietto.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (6 ottobre 2005)

Il primo punto programmatico della candidata premier Silvia Panzino - la signorina in passamontagna - è quello di “avviare subito un’amnistia generalizzata”. I soliti idealisti che vogliono tutto. Non le basta la salva-Previti? Un politico serio, all’occorrenza, sa accontentarsi anche del 50% delle cose che vorrebbe.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (4 ottobre 2005)

Da mesi il signor Vorrei-ma-non-posso rompe le palle agli italiani dicendo che Silvio Berlusconi non è il candidato giusto, che così le cose non vanno etc. Ma nel frattempo continua a stare in questo governo e a prender parte al banchetto. Mai una volta - insomma - che Follini prenda atto delle proprie parole e faccia seguire i fatti.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (4 ottobre 2005)

“Si deruba Cesare se non si dà a Dio”, così si intitola un editoriale di Vittorio Possenti (nome omen…) pubblicato martedì sul quotidiano di partito L’Avvenire. L’ho letto e ora capisco perché ogni volta che un vescovo commette un reato la Chiesa si adopera per non farlo processare nel nome dell’extraterritorialità. Ma per il resto non mi risulta che Dio abbia mai condotto una campagna politica anticrocifissione contro Pilato. Si è limitato a dare l’esempio.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (3 ottobre 2005)

Al grido di “pace subito”, lunedì, quei simpaticoni dei disobbedienti hanno bloccato per alcuni minuti l’esercitazione antiterrorismo di Roma. “Si tratta solo di un’operazione mediatica”, ha spiegato un manifestante. Già, ma allora i disobbedienti erano proprio in tema. O avevano forse capito che gli americani stessero bombardando Roma?




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25 ottobre 2005

Versi liberi (2 ottobre 2005)

Altro che il presidente della Lombardia o il più ciellino dei ciellini. La verità, cari lettori, è che sua Castità Formigoni di mestiere fa il primario. E tutti quelli che gli stanno intorno o fanno i medici della mutua (alla Alberto Sordi però) o i pazienti. Nel senso che di pazienza bisogna averne molta, per non incazzarsi.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (30 settembre 2005)

Non c’è più religione: anche i poveri ormai fanno gli schizzinosi. Ieri, ad esempio, un africano ha suonato a casa. Mi ha detto: “ho fame, devo mangiare, dammi qualcosa”. Impietosito gli ho offerto un panino col salame (era cattolico, non stavo provocando). L’ha guardato e mi ha risposto di lasciar stare. Insomma. Nemmeno il pudore di continuare nella farsa.




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25 ottobre 2005

Versi liberi (29 settembre 2005)

Mario Placanica, l’ex carabiniere che nel corso degli scontri al G8 di Genova - nel 2001 - sparò il colpo di pistola che uccise Carlo Giuliani annuncia che si candiderà con An per un posto di consigliere comunale a Catanzaro. Appresa la minaccia, immaginiamo che il consiglio si affretterà a deliberare la rimozione di ogni estintore dal Palazzo.




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